Ospedale Chieti: Ferrara consegna lettera al ministro Schillaci

A Chieti il sindaco Ferrara consegna una lettera al ministro Schillaci sulla delocalizzazione di alcuni reparti del SS Annunziata. La replica di Schael

Prima dell’avvio della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, il sindaco del capoluogo teatino, Diego Ferrara, ha consegnato al ministro Orazio Schillaci una lettera “a nome della sua città”.

Nel documento il primo cittadino di Chieti esprime preoccupazione per l’annunciata delocalizzazione di alcuni reparti del policlinico Santissima Annunziata. I dubbi relativi all’operazione sono condivisi nei giorni scorsi anche dal rettore Liborio Stuppia, che insieme al sindaco Ferrara ha chiesto chiarezza sulla sorte dei reparti interessati dalla delocalizzazione, che potrebbero compromettere la piena operatività dell’ospedale.

Sull’argomento il ministro della salute, ospite della cerimonia inaugurale dell’Ud’A, ricevendo la lettera dal sindaco Ferrara, ha affermato: «Vedremo».

Pubblichiamo di seguito la lettera che il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, ha consegnato al ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Gentilissimo Ministro,
in qualità di Sindaco della Città di Chieti e di Presidente del Comitato ristretto dei Sindaci Asl sono stato messo al corrente della smobilitazione di importanti reparti dell’ospedale cittadino, a fronte dell’esigenza di effettuare lavori strutturali. Non avendo ovviamente nulla contro tali interventi, ma essendo estremamente preoccupato sulle modalità, sono a chiederLe di dedicare attenzione a un’organizzazione condivisa dei lavori che non pregiudichi l’operatività in loco dei servizi e la relativa continuità degli stessi.

L’apertura del cantiere PNC, di cui si tratta, richiede procedure di dislocazione e sgombero di attività e cose sia dal Corpo C e sia dei nodi B e C del nosocomio, come indicato nella convocazione di un incontro che si terrà in Direzione Generale della Asl il prossimo giovedì 27 febbraio e a cui come Sindaco non sono stato invitato. In pratica si illustrerà ai primari la smobilitazione dei reparti interessati: i 3 di Medicina (semeiotica medica, geriatria e medicina generale); Ginecologia con sala parto; Nefrologia con sala dialisi; Oculistica con sala chirurgica.

Smantellarli senza un piano alternativo atto ad assicurarne la contestuale ricollocazione, in pratica si tradurrebbe nella chiusura del nostro Policlinico e della Facoltà di Medicina, con conseguenze considerevoli che a Lei stesso apparranno evidenti e che stanno preoccupando seriamente sia i primari e personale dei servizi coinvolti, sia la numerosissima utenza.

Da quanto appreso fino ad oggi, non essendo stato interessato né come Sindaco della Città, né come Presidente del Comitato dei Sindaci della ASL 2 dal Direttore Generale uscente, l’ing. Thomas Schael, l’operazione, che peraltro arriva a pochi giorni dal cambio di testimone ai vertici dell’Azienda, non avrebbe ancora le coperture necessarie al riallestimento dei reparti, ma soprattutto potrebbe comportare una delocalizzazione che sarebbe per noi fatale

Mi permetto di approfittare della Sua presenza in città per rappresentarLe il grave sconcerto che tutto questo ci sta provocando, come Amministrazione e come comunità. In questi giorni sono svariate le istanze che mi arrivano dalle associazioni cittadine che si occupano di sanità e dai concittadini stessi che, dopo aver perso il Distretto Sanitario di Chieti Scalo (nella parte bassa della città), chiuso nel 2019 e da allora mai riaperto, non vorrebbero perdere anche il proprio ospedale.

In una lettera ho chiesto lumi e un incontro al Presidente della Regione Marco Marsilio e all’Assessora alla Sanità Nicoletta Verì a cui spero di avere presto riscontro e ho invitato il nuovo Direttore Generale della Asl, l’ing. Mauro Palmieri, in Comune, non appena si sarà insediato il prossimo 1° marzo, al fine di dargli un doveroso benvenuto da Sindaco a Manager e di attivare le migliori sinergie istituzionali a vantaggio della città.

LA REPLICA DI THOMAS SCHAEL
Intanto dalla Asl di Lanciano Vasto Chieti è arrivata la replica del direttore generale uscente, Thomas Schael, in merito alle polemiche sulla delocalizzazione annunciata. Pubblichiamo di seguito la nota.

«Non punto al braccio di ferro con l’Università, né con il Comune di Chieti, tantomeno con il personale dell’ospedale, a partire dai Primari.»

Il direttore generale della Asl Thomas Schael ha atteso giorni prima di intervenire sulla questione lavori al SS. Annunziata, su quel Corpo C attenzionato da anni per ragioni di tenuta sismica, suffragate da voluminosi dossier stilati da esperti incaricati, più di 10 anni fa, dalla Regione nell’ambito di una massiccia campagna finalizzata alla verifica di sicurezza degli edifici pubblici.

«Mi sono sempre preoccupato di garantire alle nostre strutture condizioni rispettose delle norme che ho l’obbligo di rispettare in qualità di legale rappresentante e datore di lavoro. Il progetto di ristrutturazione va in quella direzione, perché non è un tema sul quale si può aprire un dibattito: è precisa responsabilità attuarlo, e lo ripeterò anche al Prefetto al quale ho chiesto un incontro urgente per rappresentare le attività da avviare e le criticità derivanti dal mancato adeguamento sismico di un edificio realizzato con cemento impoverito. Il progetto, che ha ricevuto un finanziamento di 14 milioni di fondi PNC, è stato ampiamente condiviso in Commissione paritetica in ben 14 sedute, come comprovato dai verbali conservati agli atti, dal 28 novembre 2023 fino all’ultima del 12 dicembre 2024, e in mezzo tutte le altre. La decisione di non demolire il Corpo C e di procedere a interventi di consolidamento e adeguamento è stata, inoltre, formalmente condivisa con l’Università in occasione di uno specifico incontro a maggio 2021 al quale hanno partecipato i tecnici del Dipartimento Sanità, oltre all’Assessore e allo stesso Presidente della Giunta. Peraltro la stessa Università più volte ha rappresentato l’urgenza di procedere a interventi strutturali sull’ospedale al fine di garantire il rispetto degli standard imposti dalle norme per confermare lo stesso presidio ospedaliero quale sede della Facoltà di Medicina e delle Scuole di specializzazione. Il cronoprogramma esiste ed è l’unico praticabile, come indicato dai tecnici che mettono in campo esperienza e competenze per stabilire interventi e percorsi da seguire. Aggiungo che in massima trasparenza il progetto è stato illustrato anche al Collegio di Direzione al Comitato ristretto dei Sindaci, e in quelle sedi non si erano levate le stesse voci di sdegno che ascolto oggi, per cui sono anche abbastanza sorpreso di questi risvegli che si registrano alla vigilia della mia partenza. Ne abbiamo avuto di tempo per un confronto serio e sereno, il mio ora è finito.»