Le restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19 cambiano anche la liturgia nelle chiese cattoliche dove la messa di Natale viene anticipata di alcune ore. L’arcivescovo Valentinetti spiega che “Gesù non nasce prematuro, perchè lui è sempre in mezzo a noi”.
L’arcivescovo della Diocesi di Pescara-Penne Tommaso Valentinetti spiega che la messa della natività è “una convenzione liturgica venuta nel tempo e nella storia. In realtà Gesù bambino non nasce perchè è nato più di duemila anni fa e non nasce più; quella che facciamo è una commemorazione storica e liturgica di quella prima venuta di Gesù sulla terra”.
Il presule ricorda che le chiese rimangono aperte, anche se con ingressi contingentati, e invita tutti a vivere questo periodo di Avvento con serenità e gioia. Un messaggio di speranza che coincide con quello di papa Francesco che ha esortato i cristiani dicendo “Siate gioiosi! La gioia deve essere la caratteristica della nostra fede, anche nei momenti bui”.
Il messaggio di Valentinetti ricalca le parole del Pontefice quando afferma: ” L’attesa che viviamo è gioiosa, un po’ come quando aspettiamo la visita di una persona che amiamo molto, ad esempio un grande amico che non vediamo da tanto tempo.
Più il Signore è vicino a noi più siamo nella gioia; più lui è lontano, più siamo nella tristezza. Questa è una regola per i cristiani che, non dovrebbero mai avere facce tristi. Invece ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua.
La vicinanza di Dio non è una questione di spazio e di tempo, bensì una questione di amore: l’amore avvicina. Il Natale ci viene a ricordare questa verità fondamentale della nostra fede”.
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