E’ il primo a rompere gli indugi il professor Marco Valenti, che si candida a nuovo Rettore dell’ateneo aquilano
La prima votazione è in programma il 12 giugno, seconda il 17 e la terza il 20. Oltre a Valenti dovrebbe essere una corsa a tre, con Luca Lozzi, direttore Dafc e Fabio Graziosi, direttore Disim.
Il professor Valenti è laureato in medicina e chirurgia e specializzato in psichiatria. E’ professore ordinario di metodi epidemiologici. Impegnato in attività di ricerca ed ha svolto didattica ufficiale dal 90 in vari ambiti della medicina.
Valenti, esponente di spicco del Dipartimento Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab) e direttore del Centro regionale autismo,ha già le idee chiare sul futuro. Va aperto un dibattito serio che ha provato ad aprire negli ultimi mesi, dice, ma senza risultato. Intanto, ha proposto un manifesto con cinque punti, idee per lui essenziali per un programma di mandato elettorale: comunità e governance, didattica e ricerca, diritto allo studio e qualità della vita, area clinica, sviluppo culturale, economico e sociale.
Su comunità e governance Valenti spiega che la governance dovrà essere efficace, collegiale, inclusiva e trasparente per valorizzare tutti. Nell’ambito della didattica e della ricerca bisogna rimettere i dipartimenti al centro. Va potenziato il sistema di ricerca di ateneo e delle reti internazionali, con supporto di nuove strutture organizzative e con attenzione a temi emergenti come transizione ecologica, intelligenza artificiale.
Per diritto allo studio e qualità della vita vanno pensate delle politiche per il diritto allo studio, valorizzando le risorse dell’ateneo per supportare anche chi ha esigenze speciali. Vanno attuate sinergie istituzionali per sviluppare piani territoriali creando una rete reale di servizi per studenti, personale e docenti con residenzialita’, trasporti, promozione della salute, inclusione).
Il ruolo dell’area clinica, poi, per Valenti va riconosciuto come interlocutore autorevole. Va spedita una fase partecipata di razionalizzazione dell’organizzazione dipartimentale dell’area biomedica il cui assetto è ormai disfunzionale.
Infine, l’ateneo deve crescere sul territorio per avere un maggiore impatto per essere non una città che ospita l’università ma una vera città universitaria. Obiettivo è anche creare un sistema permanente anche se l’università è già molto avanti, nella gestione del rapporto con le realtà produttive. Infine va accelerata la ricostruzione e riprogettazione degli spazi urbani e architettonici degli edifici universitari.
Nella ricerca l’ateneo già esprime livelli avanzati, ha ricordato il professor Valenti.
“So che ci sono indicazioni di colleghi stimatissimi in lizza – afferma – e ci confronteremo sui contenuti, ma per ora ho ritenuto di aprire il dibattito perché l’ateneo è una questione di interesse pubblico. Io vorrei un’apertura e ciascuno deve sentirsi libero di affermare le proprie idee”.
Si terranno dal 12 giugno al 23 giugno, i tre turni di votazione con quorum decrescente e l’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione del nuovo rettore dell’Università degli studi dell’Aquila, che conta 18.000 studenti e 1.500 tra docenti, ricercatori e personale, per i prossimi sei anni accademici dal, 2025 al 2031, raccogliendo il testimone del rettore uscente, Edoardo Alesse.
L’epidemiologo Marco Valenti è esponente di spicco del Dipartimento Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab), direttore del Centro regionale autismo, componente del Comitato Etico Regionale per gli studi clinici, consigliere dell’Ordine dei Medici dell’Aquila.