Non ci sono elementi sufficienti per definire in totale serenità una sentenza sulla morte di Alina Cozac, la giovane donna rumena deceduta in casa la notte del 22 gennaio del ’23 e sulla quale pende il sospetto di omicidio.
Consulenze medico legali inconciliabili, quelle della Procura e della Difesa, troppo contrastanti tra di loro per stabilire oltre ogni ragionevole dubbio se Alina Cozac è deceduta per cause naturali o per un’azione di asfissia meccanica violenta la cui responsabilità è da attribuire all’unico imputato, il compagno Mirko De Martinis. Doveva essere il giorno della sentenza, il giorno, tra l’altro, in cui Alina avrebbe compiuto 43 anni, in Corte d’Assise a Chieti, invece, il presidente Guido Campli, il giudice togato Luca De Niniis e gli altri giurati non togati hanno deciso di affidarsi a una superperizia per superare i tanti contrasti presenti nelle due consulenze medico scientifiche, quella dell’accusa e quella della difesa. Al Prof. Umberto Testi, direttore del Dipartimento di medicina legale di Torino, al quale successivamente saranno affiancati altri professionisti, il compito di fare chiarezza su ben sette punti: la natura delle lesività sul collo della vittima; la natura dell’enfisema polmonare se massivo o microbolloso; l’esistenza di rilievi istologici; la carenza di cianosi; la rilevanza della lingua serrata; chiarezza sul meccanismo dell’Azione Meccanica Violenta; e se la massiva congestione della milza sia compatibile o meno con l’asfissia meccanica violenta; il tutto a fugare ogni dubbio sulla causa della morte di Alina Cozac se violenta o naturale. Il collegio peritale, presieduto dal giudice Luca De Niniis sarà coordinato dal Prof. Testi e nella prossima udienza, del 15 aprile, previsto il giuramento al cospetto della corte.
“Soddisfatto per questa decisione – ha dichiarato l’avvocato dell’imputato Mirko De Marttinis – segno evidente dell’assoluta professionalità e competenza del presidente Campli e dei giurati. Auspicavamo per questo esito. Attendiamo sereni i risultati.”
“La corte non ha fatto altro che anticipare ciò che sarebbe avvenuto, certamente, in Corte d’Appello – dichiara Alessandra Lepri avvocato di Parte Civile – siamo sereni ed attendiamo con altrettanta serenità l’esito della superperizia.”