Circa centocinquanta persone da Lazio, Marche e Abruzzo hanno manifestato oggi davanti al cantiere della centrale Snam a Sulmona
I comitati, coordinati dal portavoce Mario Pizzola, hanno annunciato un nuovo esposto alla magistratura sui rinvenimenti archeologici nell’area del cantiere: una necropoli con cento tombe e un villaggio di tremila anni fa. Secondo gli attivisti questi scavi non sarebbero stati adeguatamente tutelati, oltre al fatto che sarebbe stato effettuato il taglio di oltre 300 alberi, in spregio alle norme.
“Noi non siamo sudditi di nessuno, né dalla Snam, né dei politici che vengono qui per piazzare le loro regole e scelte. Continueremo la lotta anche durante e dopo la costruzione della centrale”- annuncia Pizzola, secondo il quale la centrale non verrà utilizzata o sarà sottoutilizzata.
Al termine della manifestazione sono stati posizionati nell’area del cantiere alcuni striscioni e cartelli di protesta con la scritta ‘cantiere abusivo sequestrato dai cittadini’.
In una risposta alle critiche ricevute la Snam si è impegnata per il “completo ripristino naturalistico e paesaggistico dei territori attraversati dai propri cantieri, a tutela di vegetazione, fauna e biodiversità e in linea con il Transition Plan del Gruppo per il conseguimento di impatti positivi sugli ecosistemi interessati”.
Nella nota della società si legge anche che Snam opera “in stretto raccordo con le Soprintendenze” e che tutte le parti del progetto Linea Adriatica non sono né illegali né imposte contro la volontà delle istituzioni democratiche, ma sono da queste autorizzate”.
