Serie D: contro la Civitanovese Chieti bello a metà

E’ un Chieti in chiaro scuro quello visto ieri all’Angelini contro la Civitanovese. Primo tempo con buone trame di gioco e ripresa in cui la squadra è apparsa scarica e rinunciataria.

La vittoria ritrovata, dopo due ko di fila, ha comunque consentito ai ragazzi di Amaolo di tornare al terzo posto in classifica (superati i cugini aquilani) e di rimanere a 5 lunghezze dalla seconda piazza occupata dal Teramo. I margini per agguantare i biancorossi ci sono ancora ma obiettivamente la rincorsa è difficile perché al termine della stagione regolare mancano 5 giornate. Solo una brusca frenata teramana e un contemporaneo exploit del Chieti in termini di successi consecutivi potrebbero riaprire i giochi. Tornando alla partita di ieri, se il Chieti può festeggiare per i tre punti e per un buon primo tempo, non può essere contento per una ripresa rinunciataria, in cui ha consegnato il pallino del gioco all’avversario che solo per sfortuna non è riuscito a pareggiare (la Civitanovese ha colpito due traverse). Un comportamento per certi versi inspiegabile perché se è vero che a quel punto la squadra marchigiana non aveva più nulla da perdere, è anche vero che il Chieti si è fatto schiacciare nella propria metà campo, senza mostrare segni di reazione. Anche il rigore nel fine gara calciato alle stelle da Vuthaj è sintomo di una squadra apparsa scarica, che deve ritrovare in fretta la brillantezza fisica in un finale di stagione che altrimenti rischia di essere un alquanto anonimo. I playoff sono quasi sicuri, ma mollare mentalmente e fisicamente non deve accadere:  per il valore della squadra, il blasone della società e per una tifoseria che ha sempre incoraggiato e sostenuto i colori del cuore. Si può anche perdere perché magari l’avversario è stato più bravo, ma solo dopo avere dato tutto in campo. Domenica prossima ad Ascoli, contro una squadra forte come l’Atletico, ripetere una partita bifronte, significa andare incontro a sconfitta quasi certa.